Il mesotelioma e il picco epidemiologico a Genova
Il mesotelioma pleurico è una patologia tumorale grave, strettamente correlata all’esposizione ad amianto, che presenta una diffusione particolarmente elevata nelle grandi aree industriali. Tra queste, Genova rappresenta uno dei contesti più rilevanti a livello nazionale, in ragione della storica presenza di attività portuali, cantieristiche e siderurgiche. L’amianto è stato infatti utilizzato per decenni in numerosi settori industriali e manifatturieri, spesso in assenza di adeguate misure di protezione per i lavoratori.
Amianto a Genova: porto, industria e diffusione nei settori produttivi
Genova ha rappresentato per decenni uno dei principali poli industriali del Paese, con una forte presenza del settore portuale, della cantieristica navale e della siderurgia. In tale contesto, l’amianto è stato utilizzato in modo diffuso nei più disparati ambiti produttivi, spesso senza adeguate misure di protezione. Nel porto di Genova, i lavoratori addetti alle operazioni di carico e scarico -i cosiddetti camalli- movimentavano centinaia di tonnellate di amianto in sacchi di juta, con dispersione di polveri nell’ambiente di lavoro. Analoghe condizioni di esposizione si riscontravano nei principali settori industriali, tra cui:
- cantieristica navale e riparazioni navali
- siderurgia e metallurgia
- porto e attività portuali
L’amianto era tuttavia presente ben oltre i settori tradizionalmente considerati a rischio. L’esperienza maturata ha infatti riguardato anche contesti quali:
- aziende petrolchimiche
- settore automotive
- filatoi e industria tessile
- ferrovie
- aziende di trasporto pubblico (tra cui AMT)
- enti pubblici, come il Comune di Genova
- attività tecniche specializzate, tra cui gli ascensoristi
Ne emerge un quadro di esposizione capillare e trasversale, che ha interessato una platea di lavoratori molto più ampia rispetto a quella comunemente percepita.
Tempo di latenza e aumento dei casi di mesotelioma
Il mesotelioma si caratterizza per un tempo di latenza molto lungo, generalmente compreso tra i 40 e i 50 anni (con una media di circa 48 anni). Proprio per questa ragione, si registra oggi il picco epidemiologico dei casi di mesotelioma, con una concentrazione significativa nelle aree industriali storiche, tra cui Genova e la Liguria. Molti lavoratori esposti negli anni ’70, ’80 e ’90 sviluppano la patologia a distanza di decenni dall’esposizione.
Risarcimento del danno da mesotelioma
In presenza di mesotelioma di origine professionale, è possibile agire per ottenere il risarcimento integrale dei danni subiti.
L’azione civile nei confronti del datore di lavoro consente di ottenere il cosiddetto danno differenziale, che comprende:
- danno biologico nella sua interezza
- danno morale
- danno patrimoniale
Si tratta di una tutela ulteriore e autonoma rispetto alle prestazioni INAIL, che non coprono integralmente il pregiudizio subito.
L’azione risarcitoria:
- può essere proposta anche in assenza di riconoscimento INAIL
- non pregiudica eventuali domande nei confronti dell’Istituto
- può essere coltivata parallelamente al procedimento previdenziale
Esperienza maturata nelle cause amianto e mesotelioma
L’esperienza maturata inizialmente nell’ambito delle controversie relative ai benefici previdenziali amianto ha consentito di sviluppare una conoscenza approfondita delle condizioni di esposizione nei principali contesti produttivi liguri. Su tali basi sono state avviate, già in fase precoce, azioni risarcitorie per patologie amianto-correlate.
Nel corso di oltre trent’anni di attività, sono stati trattati centinaia di casi, ottenendo, in sede giudiziale e stragiudiziale, risarcimenti di rilevante entità, in relazione alla gravità delle patologie e alle conseguenze per i lavoratori e i loro familiari. Per un approfondimento, è possibile consultare la sezione dedicata ai casi trattati, che include decisioni con risarcimenti anche superiori al milione di euro.
Tutela dei familiari
Nel caso in cui la malattia abbia determinato il decesso del lavoratore, i congiunti hanno diritto di agire per il risarcimento del danno conseguente alla perdita del rapporto parentale.
Per la perdita del genitore, del coniuge, del figlio, della persona unita civilmente o del convivente di fatto, le tabelle elaborate dal Tribunale di Milano (aggiornamento 2024) — utilizzate quale parametro di riferimento a livello nazionale — prevedono un risarcimento compreso, per ciascun congiunto, in una forbice indicativa tra € 195.551,59 ed € 391.103,18, in funzione delle circostanze del caso concreto.
Per quanto riguarda i congiunti in linea collaterale (fratelli, nonni, nipoti), la forbice risarcitoria è generalmente compresa tra € 28.301,23 ed € 169.830,60.
Nella pagina Risarcimento danni è disponibile un apposito calcolatore, utile per una prima stima orientativa del danno.