Rendita ai superstiti

Dal 1991 tuteliamo i diritti dei lavoratori

Rendita ai superstiti: cos’è

La rendita ai superstiti INAIL è una prestazione economica riconosciuta ai familiari del lavoratore deceduto a causa di:

- infortunio sul lavoro

- malattia professionale

Si tratta di una tutela previdenziale che garantisce un sostegno economico ai congiunti quando il decesso sia riconducibile all’attività lavorativa.

Mesotelioma e rendita INAIL

Il mesotelioma pleurico, tipicamente causato da esposizione ad amianto, rappresenta uno dei casi più rilevanti ai fini del riconoscimento della rendita ai superstiti. Trattandosi di una malattia tabellata INAIL, il mesotelioma beneficia della presunzione di origine professionale.

La rendita può essere riconosciuta anche a distanza di molti anni dall’esposizione, in considerazione del lungo periodo di latenza della patologia.

Nesso causale tra decesso e attività lavorativa

Condizione essenziale per il riconoscimento della rendita è la prova del nesso causale tra il decesso e l’attività lavorativa.

Il nesso può essere accertato:

- direttamente, nei casi di infortunio mortale

- tramite valutazione medico-legale, nei casi di malattia professionale

Anche nelle patologie multifattoriali è sufficiente che l’attività lavorativa abbia contribuito al decesso come concausa.

A chi spetta la rendita ai superstiti

La rendita spetta ai familiari del lavoratore deceduto, in particolare:

- coniuge

- figli

- altri familiari nei casi previsti dalla legge

Altre ipotesi

La rendita può essere riconosciuta anche nei casi di:

- infortuni mortali

- tumori di origine professionale

- malattie polmonari

- altre patologie correlate al lavoro

Iter per il riconoscimento

Il riconoscimento avviene attraverso:

- presentazione della domanda all’INAIL

- accertamento medico-legale

- eventuale fase amministrativa e giudiziale.

Archivio sentenze

Consulta una raccolta delle sentenze più significative per il riconoscimento della rendita ai superstiti

Sent. Trib. Genova n.378/2025 dell 03/04/2025

Mesotelioma - rendita INAIL riconosciuta alla coniuge anche per esposizione breve
Il Tribunale di Genova ha riconosciuto il diritto alla rendita ai superstiti INAIL in favore della coniuge di un lavoratore deceduto per mesotelioma pleurico, accertando il nesso causale con l’esposizione ad amianto nonostante la durata limitata dell’attività lavorativa (circa due anni). La decisione conferma che, per patologie come il mesotelioma, anche esposizioni brevi e indirette possono avere efficacia causale, con conseguente diritto alla prestazione previdenziale.

Sent. Trib. Genova n.755/2024 del 09/07/2024

Fibrosi polmonare (asbestosi) - rendita INAIL ai superstiti anche in presenza di fumo e concausalità
Il Tribunale di Genova ha riconosciuto il diritto alla rendita INAIL ai superstiti in favore della vedova di un lavoratore deceduto per fibrosi polmonare riconducibile ad asbestosi. La sentenza afferma che l’esposizione professionale ad amianto mantiene efficacia causale anche in presenza di altri fattori di rischio, quali il fumo di tabacco, essendo sufficiente il contributo concausale per fondare il diritto alla prestazione previdenziale.

Sent. Trib. Genova n.99/2023 del 10/02/2023

Silicosi e tumore polmonare - rendita INAIL ai superstiti anche in presenza di più fattori di rischio
Il Tribunale di Genova ha riconosciuto il diritto alla rendita INAIL ai superstiti in favore della vedova di un lavoratore del settore siderurgico, deceduto per neoplasia polmonare insorta su pregressa silicosi professionale. La sentenza afferma che il tumore può essere ricondotto a causa lavorativa anche in presenza di fattori concorrenti (silice, amianto e fumo di tabacco), essendo sufficiente il contributo concausale dell’esposizione professionale per fondare il diritto alla prestazione.

Sent. Trib. Genova n.979/2017 del 28/11/2017

Mesotelioma e suicidio – rendita INAIL ai superstiti: il gesto non interrompe il nesso causale
Il Tribunale di Genova ha riconosciuto il diritto alla rendita INAIL ai superstiti in favore della vedova di un lavoratore affetto da mesotelioma pleurico, deceduto a seguito di suicidio in fase terminale di malattia. La sentenza afferma che il suicidio non interrompe il nesso causale quando è determinato dalla gravità della patologia, dalla sofferenza e dalla consapevolezza dell’esito infausto, configurandosi come evento inserito nella sequenza causale della malattia professionale.

Contattaci

È possibile richiedere una valutazione preliminare della documentazione sanitaria e lavorativa, al fine di verificare la sussistenza dei presupposti per il riconoscimento della rendita ai superstiti.