Sostegni al reddito

Dal 1991 tuteliamo i diritti dei lavoratori

Sostegni al reddito: misure a tutela della persona e della famiglia

Le prestazioni di sostegno al reddito erogate dall’INPS sono finalizzate a garantire un supporto economico nei momenti di difficoltà, quali perdita del lavoro, riduzione della capacità lavorativa o condizioni economiche svantaggiate.

L’accesso a tali prestazioni è subordinato al possesso di specifici requisiti reddituali, contributivi o familiari, la cui corretta verifica è spesso determinante ai fini del riconoscimento del diritto.

Assegno sociale

L’assegno sociale è una prestazione assistenziale rivolta ai soggetti in condizioni economiche disagiate.

È riconosciuto a chi:

- abbia compiuto 67 anni di età

- sia in possesso di redditi inferiori alle soglie previste annualmente dalla legge

- abbia residenza stabile e continuativa in Italia

NASpI (indennità di disoccupazione)

La NASpI è riconosciuta ai lavoratori che abbiano perso involontariamente l’occupazione.

Per accedervi è necessario:

- essere in stato di disoccupazione involontaria

- aver maturato almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti la cessazione del rapporto di lavoro

- presentare domanda entro 68 giorni dalla cessazione

Assegno Unico e Universale (AUUF)

L’assegno unico e universale è riconosciuto per ogni figlio a carico.

I principali requisiti sono:

- presenza di figli a carico

- possesso di un ISEE valido

- residenza in Italia

Assegni al nucleo familiare (ANF)

Gli assegni al nucleo familiare spettano a determinate categorie di lavoratori e pensionati.

Il diritto dipende da:

- composizione del nucleo familiare

- reddito complessivo entro le soglie previste

- prevalenza di redditi da lavoro dipendente

Reddito di cittadinanza (RDC)

Il reddito di cittadinanza prevedeva:

- possesso di un ISEE entro limiti di legge

- requisiti reddituali e patrimoniali

- adesione a percorsi di inserimento lavorativo

Le controversie riguardano oggi soprattutto revoche, recuperi di somme e contestazioni sui requisiti.

Assegno di inclusione (ADI)

L’assegno di inclusione è riconosciuto ai nuclei familiari che:

- presentano un ISEE entro i limiti previsti

- includono soggetti in condizioni di fragilità (minori, disabili, over 60)

- rispettano requisiti reddituali e patrimoniali

Indennità di malattia INPS

L’indennità di malattia è riconosciuta ai lavoratori temporaneamente impossibilitati a svolgere l’attività lavorativa.

I requisiti principali sono:

- esistenza di un rapporto di lavoro attivo

- possesso dei requisiti contributivi previsti

- certificazione medica telematica

Altri bonus e prestazioni INPS

L’INPS eroga ulteriori bonus e prestazioni, generalmente subordinati a limiti ISEE e a specifici requisiti familiari o lavorativi.

Collaborazione con il Patronato INCA CGIL

La gestione delle prestazioni avviene in collaborazione con il Patronato INCA CGIL, che si occupa della fase amministrativa e della presentazione delle domande.

Decadenze e termini per la presentazione delle domande

Molte prestazioni INPS sono soggette a termini precisi di presentazione, il cui mancato rispetto può comportare la perdita del diritto.

In particolare:

- la NASpI deve essere richiesta entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro

- alcune prestazioni decorrono solo dalla data della domanda

- i provvedimenti di diniego o revoca devono essere impugnati nei termini previsti

Il rispetto dei termini è essenziale per evitare decadenze.

Tutela dei diritti

In presenza di diniego, errori nel calcolo, revoche o richieste di restituzione, è possibile attivare le tutele previste anche in sede giudiziale.

Archivio sentenze

Consulta una raccolta delle sentenze più significative per le cause di sostegni al reddito

Ordinanza Cassazione n.2636/2025 del 04/02/2025

Assegno sociale – stranieri: brevi assenze dall’Italia non fanno perdere il diritto
La Corte di Cassazione, ha confermato il diritto all’assegno sociale in favore di una cittadina extracomunitaria, chiarendo che il requisito della permanenza in Italia non richiede una presenza continuativa e ininterrotta. La pronuncia afferma che il requisito va inteso come radicamento territoriale, che non viene meno per brevi allontanamenti dal territorio nazionale, se compatibili con una stabile integrazione in Italia. Rigettato il ricorso dell’INPS, con conferma del diritto alla prestazione.

Sent. Trib. Genova n.1094/2024 del 07/11/2024

Reddito di cittadinanza – residenza provata in giudizio: revoca illegittima e diritto ripristinato
Il Tribunale di Genova ha riconosciuto il diritto al Reddito di cittadinanza, accertando in giudizio la sussistenza dei requisiti richiesti dalla legge, in particolare quello della residenza. La sentenza afferma che la residenza può essere provata anche attraverso l’istruttoria processuale, superando le contestazioni dell’INPS fondate su carenze documentali iniziali. Accertata la permanenza effettiva sul territorio, è stato disposto il ripristino della prestazione con pagamento dei ratei maturati.

Ordinanza Cassazione n.3593/2025 del 12/02/2025

NASpI – requisito delle 30 giornate: valgono anche i rapporti precedenti
La Corte di Cassazione ha chiarito che, ai fini del riconoscimento della NASpI, il requisito delle trenta giornate di lavoro effettivo nei dodici mesi precedenti la disoccupazione può essere soddisfatto anche considerando rapporti di lavoro diversi dall’ultimo. La pronuncia esclude che le giornate maturate in un rapporto precedente, anche cessato per dimissioni volontarie, possano essere automaticamente neutralizzate, affermando che rileva esclusivamente il dato temporale previsto dalla legge. Accolto il ricorso del lavoratore, con rinvio alla Corte d’appello per nuovo esame.

Sent. Trib. Reggio Emilia n.338/2025 del 11/06/2025

NASpI – detenuti: diritto riconosciuto anche per lavoro intramurario
Il Tribunale di Reggio Emilia ha riconosciuto il diritto alla NASpI in favore di un lavoratore detenuto impiegato in attività intramuraria alle dipendenze dell’Amministrazione penitenziaria. La sentenza afferma che il lavoro carcerario rientra a pieno titolo nei rapporti di lavoro tutelati, con conseguente diritto alle prestazioni previdenziali in caso di perdita involontaria dell’occupazione, anche quando la cessazione dipenda da meccanismi organizzativi interni (turnazione). Superata la prassi INPS che escludeva tali lavoratori, con condanna al pagamento della prestazione e degli arretrati.

Sent. Trib. Genova n.936/2024 del 08/10/2024

Assegni familiari (ANF) – pagamento diretto INPS anche senza anticipo del datore
Il Tribunale di Genova ha riconosciuto il diritto agli assegni per il nucleo familiare (ANF) per figli residenti all’estero, condannando l’INPS al pagamento degli arretrati. La sentenza afferma che, una volta accertato il diritto alla prestazione, l’INPS è l’unico soggetto obbligato al pagamento, non potendo il lavoratore subire le conseguenze dell’eventuale mancata anticipazione da parte del datore di lavoro. Superata quindi la tesi dell’Istituto che subordinava il pagamento diretto a una specifica domanda amministrativa, con riconoscimento degli arretrati e accessori.

Sent. Trib. Genova n.793/2021 del 28/10/2021

Bonus Covid lavoratori domestici – spetta anche in caso di somministrazione
Il Tribunale di Genova ha riconosciuto il diritto all’indennità Covid prevista per i lavoratori domestici, estendendola anche ai lavoratori impiegati tramite contratto di somministrazione. La sentenza afferma che la normativa emergenziale deve essere interpretata in senso estensivo, valorizzando la natura dell’attività svolta e non la forma contrattuale, includendo quindi tutti i lavoratori domestici, anche se formalmente assunti tramite agenzia. Condannato l’INPS al pagamento dell’indennità per i mesi previsti dalla legge, oltre interessi.

Sent. Trib. Genova n.1180/2024 del 30/01/2025

NASpI – detenuti: la scarcerazione non esclude il diritto
Il Tribunale di Genova ha riconosciuto il diritto alla NASpI in favore di un lavoratore detenuto, il cui rapporto di lavoro intramurario era cessato per effetto della scarcerazione. La sentenza afferma che la perdita del lavoro conseguente a provvedimenti dell’autorità giudiziaria integra una disoccupazione involontaria, non essendo riconducibile a una scelta del lavoratore.
Confermata quindi la spettanza della prestazione, con condanna dell’INPS al pagamento e agli accessori.

Sent. Trib. Genova n.970/2024 del 18/10/2024

Assegno Unico – diritto al 50% anche senza accordo tra genitori
Il Tribunale di Genova ha riconosciuto il diritto di un genitore a percepire pro quota (50%) l’Assegno Unico Universale, anche in assenza di accordo con l’altro genitore. La sentenza afferma che il diritto alla ripartizione è un diritto soggettivo pieno, non subordinato alle dichiarazioni unilaterali dell’altro genitore né ai limiti della procedura telematica INPS.
Ritenuto illegittimo il diniego dell’Istituto, con condanna al pagamento degli arretrati.

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